Attività clinica

Terapia Razionale Emotiva

    La terapia razionale emotiva (RET)

    La Terapia Razionale Emotiva (RET), è una terapia cognitivo-comportamentale e si basa sull’idea che tanto le emozioni, quanto i comportamenti, siano il prodotto delle convinzioni di un individuo e della sua interpretazione della realtà. Definita e proposta da Albert Ellis, come una terapia efficace fin dai 4 anni di età.

    La terapia razionale emotiva (RET) aiuta il paziente a identificazione i pensieri irrazionali e che spesso determinano o mantengono vari disturbi mentali quali ansia, fobie, depressione, attacchi di panico etc.

    Il paziente attraverso la RET può gradualmente modificare i pensieri disfunzionali con altri più “razionali” o reali, che permettano di raggiungere con più efficacia obiettivi di tipo personale, quali essere felice, stabilire relazioni sane con altre persone, ecc. Da un punto di vista fìlosofico, la RET si riallaccia a due correnti antiche: la filosofia orientale, con Buddha e Confucio, che afferma “Cambia il tuo atteggiamento e potrai cambiare te stesso”, e quella dei filosofi greci e romani come Epicteto e Marco Aurelio (Vedi: Susuki, 1956 e Watts, 1959-1960, citati da ElIis, 1980), che evidenziarono l’importanza della filosofia individuale nel disturbo emozionale.

    Secondo i principi della RET: “il disturbo emotivo non è creato dalle situazioni, ma dalle interpretazioni di tali situazioni” e “non ci preoccupano le cose, ma la visione che abbiamo di esse”.

    Il modello ABC, usato dalla terapia razionale emotiva (RET) ha come fulcro principale il modo di pensare della persona, il modo in cui il paziente vive e interpreta il suo ambiente, le connessioni e le convinzioni che ha sviluppato su se stesso, sulle altre persone e sul mondo in generale (Ellis, 1975).

    Le convinzioni irrazionali che una persona mantiene e che danno origine a sentimenti ed azioni che sabotano la possibilità di affrontare un determinato fatto spiacevole, consistono di solito in affermazioni assolutiste del tipo dovrei, devo, oltre alle logiche, ma distruttive e denigratorie irrazionalità che generalmente accompagnano questi “devo”. Le tre basilari affermazioni assolutiste generatrici di nevrosi sono le seguenti:

    1. “Devo, assolutamente, avere successo nella maggior parte delle mie azioni e relazioni: altrimenti come persona sono del tutto inadeguato e inutile!”. Risultato: sensazioni di grave ansietà, depressione, disperazione, inutilità. Atti de fuga, rinuncia, abbandono, dipendenza.

    2. “Il resto della gente deve, assolutamente, trattarmi con considerazione, giustizia, rispetto e amabilità; altrimenti, non sono così buoni come dicono e non meritano di raggiungere la felicità durante la vita”. Risultato: sentimenti di ira, rabbia, risentimento. Atti di lotta, inimicizia, violenza, guerre, genocidi.

    3. “Le condizioni in cui vivo devono essere assolutamente confortevoli, piacevoli e di pregio: altrimenti sarà orribile, non lo sopporterò e tutto questo maledetto mondo sarà uno schifo!” Risultato: sentimenti di autocommiserazione, ira e bassa tolleranza alla frustrazione. Atti di abbandono, lamentela continua e dipendenze (Ellis, 1999).

    Il modello della RET, fu pubblicato per la prima volta nel 1958, ampliato nel 1984 (Ellis, 1958b), e funziona nel seguente modo: di fronte ad una determinata situazione o “Evento Attivante” (A), le “Conseguenze Comportamentali” che la persona produce (C): che possono essere emozionali (Ce), o comportamentali (Cc), sono determinate dalle sue convinzioni, “Believes” in inglese (B), in modo tale che non ci può essere A e poi C direttamente, bensì attraverso B: da qui la definizione ABC. Le convinzioni possono essere razionali (rB) o irrazionali (iB), dando luogo a loro volta a conseguenze (C) razionali (adeguate, funzionali) o irrazionali (inadatte, inefficaci). Il proposito della RET è quello di cambiare le iB per trasformarle in rB, dato che è l’unico modo affinché le conseguenze (C) che ne derivano siano funzionali. Il modo per ottenerlo è attraverso la “confutazione” o il  “dibattito” (D), dove si mettono in discussione queste convinzioni irrazionali. È fondamentalmente un adattamento del metodo scientifico alla vita quotidiana (Ellis, 1987; Ellis y Bnecker, 1982; EIlis y Harper, 1961, 1975).

    Libro suggerito: Autoterapia razionale Emotiva di Albert Ellis, Erikson