Fobia sociale: quando gli altri fanno paura

    A cura delle dott.sse Silvia Rosafio e Mariangela Giustizieri

     

    Il Disturbo d’ansia sociale o fobia sociale è un disturbo che si caratterizza per la paura di essere osservati e giudicati negativamentein situazioni sociali oppure durante l’esecuzione di un’attività in pubblico.

    Gli individui con questo disturbo hanno il terrore di dire cose imbarazzanti, di essere giudicati ansiosi, incompetentio strani in situazioni sociali (non familiari) e spesso esagerano la probabilità, ma anche la gravitàdelle conseguenze negative di un eventuale giudizio sfavorevole.

    Tendenzialmente, le situazioni più temute sono:

    • Parlare in pubblico, scrivere o firmare in presenza di altre persone;
    • Iniziare e mantenere una conversazione, conoscere persone nuove;
    • Andare ad una festa;
    • Fare la fila in luogo pubblico, usare mezzi di trasporto, usare i bagni pubblici;
    • Bere o mangiare o telefonare davanti ad altre persone;
    • Perdere il controllo dell’intestino.

    A tanti sarà capitato di sperimentare ansia prima di esprimere il proprio parere durante un’importante riunione di lavoro, ma la persona con fobia socialevive le situazioni sopra elencate con estrema sofferenza, ansia e disagio, pertanto è  molto probabile che inizi a evitarlepensando che in tal modo starà bene e al sicuro. In alcuni casi l’ansia è limitata e circoscritta ad un ambito particolare, ad esempio parlare in pubblico, ma in altri è estesa a più ambiti e in casi estremi questo ha come conseguenza l’isolamento sociale della persona.

    Spesso queste persone assumono una postura dimessa, evitano il contatto visivoe parlano con un tono di voce molto basso. Le manifestazioni più frequenti dell’ansia sociale sono:

    ü  Rossore in viso;

    ü  Sudorazione eccessiva;

    ü  Tensione muscolare;

    ü  Balbettio;

    ü  Tremori.

    A questo punto un dubbio sorge spontaneo: quale differenza c’è tra timidezza e ansia sociale?

    Molte persone vengono definite timide, ma c’è una grande differenza tra l’essere timidi e soffrire di fobia sociale. Solitamente, la timidezza si presenta in alcuni periodi della vita, specialmente in adolescenza, ma tende a diminuire col passare del tempo. Coloro che soffrono di fobia sociale invece:

    ü  Cominciano a preoccuparsi molto tempo prima per una determinata situazione;

    ü  Si sentono peggio se provano a rimanere nella situazione;

    ü  Le volte successive, potrebbero essere ancor più preoccupati;

    ü  Evitano le situazioni temute.

    Quindi uno degli elementi distintivi della fobia sociale è l’ansia anticipatoria, ossia l’immaginare di fare una brutta figura o di sembrare strano già molto tempo prima dell’effettivo ritrovarsi nella situazione temuta. Questo aumenta il livello d’ansia così tanto che la probabilità che qualcosa vada storto sarà maggiore.

    Molte volte questa ansia anticipatoria finisce col diventare una sorta di profezia che si autoavvera: la persona legge come giudizi negativi i segnali dell’altro– una conferma in sostanza di quello che l’individuo più teme –  e, di conseguenza, l’imbarazzo e la vergogna aumentano, provocando l’instaurarsi di un circolo vizioso che mantiene il timore del giudizio negativo e l’ansia anticipatoria.

    “Devo annullare assolutamente l’appuntamento con Cristina. Non posso andare alla festa, non so ballare, mi guarderanno tutti e vedranno quanto sono goffa. Mi vergognerò da morire, rimarrò ferma e sola in un angolo mentre il resto della gente si diverte. Già immagino i loro commenti, penseranno che sono una sfigata”.

    La fobia sociale, quindi, spesso compromette in maniera piuttosto rilevante la qualità della vita: l’individuo tende a isolarsi, rinuncia a praticare hobby (es. frequentare palestre, corsi di teatro) e attività ricreative. Delle volte l’ansia socialeporta anche a rinunciare ad avanzamenti di carriera o ad escludere a priori determinati mestieri.

    Cosa fare?

    La terapia cognitivo comportamentalesi è dimostrata efficace per la cura della fobia sociale.

    La terapia ha diversi obiettivi tra i quali individuiamo: riconoscere e modificare i pensieri disfunzionalilegati alle situazioni temute, apprendere tecniche per la gestione dei sintomi dell’ansia ed esporsi gradualmente a pensieri  e stimoli evitati.

     

     

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