Il Disturbo ossessivo compulsivo in bambini e adolescenti

     

    Il Disturbo ossessivo compulsivo (DOC) è uno dei disturbi d’ansia maggiormente diffusi e maggiormente invalidanti. La sintomatologia del DOC difatti può davvero rendere complicata la vita delle persone e, allo stesso tempo, essere molto difficile da trattare.

    Purtroppo anche bambini e adolescenti possono sviluppare un Disturbo ossessivo compulsivo e diventa allora importantissima una diagnosi corretta e, se possibile, tempestiva così da poter intervenire con strumenti efficaci su un disagio che difficlmente regredisce spontaneamente, ma che anzi tende a cronicizzarsi e a mettere rapidamente radici nella mente e nella vita della persona.

     

    Il DOC è caratterizzato da:

    ·   ossessioni, ossia immagini, pensieri, impulsi  a carattere sgradevole che causano molta ansia (per esempio, timore di fare del male a qualcuno o a se stessi, timore di contaminarsi o sporcarsi, ecc.);

    ·      compulsioni, ossia comportamenti (manifesti o mentali) ripetitivi che i soggetti si sentono obbligati ad attuare per prevenire eventi temuti e placare l’ansia (contare, pregare, lavarsi le mani, ecc.).

     

    Una delle caratteristiche principali del DOC è che i soggetti sentono i propri sintomi come egodistonici, ossia lontani dal proprio modo di essere, li sentono come intrusivi, incontrollabili,  fastidiosi, ne riconoscono cioè l’irrazionalità. Ciò può però non valere per i bambini e gli adolescenti, i quali possono invece avere delle difficoltà nel “sentire” come impropri o disfunzionali ossessioni e compulsioni.

    L’esordio del DOC si colloca fra i 9 e gli 11 anni, tuttavia fra i 2 e gli 8 anni è molto comune la presenza di comportamenti rituali (toccare le cose in un certo modo, seguire certe sequenza mentali, paura di contaminarsi, collezionare alcuni oggetti, ecc.): tali comportamenti sono però innocui, scompaiono spontaneamente e permettono al bambino di gestire il proprio ambiente. Un elemento che può consentire di differenziare un  normale comportamento ripetitivo da una compulsione è per esempio la quantità di tempo spesa per compiere il gesto o la sequenza di gesti, la rigidità nell’esecuzione e l’impossibilità (il non riuscire a) di rimandare il rituale.

     

    La scarsa consapevolezza, la difficoltà ad esprimere le proprie ansie, la tendenza a nascondere alcuni comportamenti, l’erronea attribuzione di questi sintomi a comportamenti di tipo oppositivo provocatorio, rendono  ragione della difficoltà nel capire se ci si trova ao meno di fronte ad un caso di DOC.

     

    Come per gli adulti, anche per bambini e adolescenti la ricerca suggerisce come il trattamento migliore, di comprovata efficacia, sia la Terapia cognitivo comportamentale (TCC) e a tal proprosito un recente studio, publicato su “Behaviour Research and Therapy” (Torp N. C., et al.. Effectiveness of cognitive behavior treatment for pediatric obsessive-compulsive disorder: Acute outcomes from the Nordic Long-term OCD Treatment Study (NordLOTS; Gennaio 2015) ha messo in evidenza l’utilità dell’applicazione della Terapia cognitivo comportamentale basata dell’esposizione in bambini e adolescenti con DOC e come la TCC manualizzata possa essere applicata efficacemente in comunità cliniche di salute mentale.

    Nello specifico, lo studio, condotto in Danimarca, Svezia e Norvegia, ha sottoposto ad un trattamento cognitivo comportamentale basato sull’esposizione di 14 settimane 269 soggetti fra i 7 e i 17 anni con diagnosi di Disturbo ossessivo compulsivo.

    Effettivamente i controlli post trattamento hanno mostrato una evidente diminuzione della sintomatologia, con una riduzione dei sintomi al test CY-BOCS di oltre il 50%.

    Questa ricerca non è ovviamente un punto d’arrivo, ma costituisce comunque un risultato importante all’interno del panorama delle ricerche volte a individuare e formalizzare i trattamenti più efficace per un disturbi tanto invalidante quanto diffuso.

     

     

    Sitografia

     

    http://www.beckinstituteblog.org/2014/12/cbt-is-effective-for-pediatric-ocd/

     

    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25463245