Il dubbio che tormenta: il Disturbo ossessivo compulsivo

    A cura della dott.ssa Mara D’Andrea

     

    Fissazioni più o meno strane, piccole e grandi manie accompagnano – o hanno accompagnato – la vita di ciascuno di noi: controllare più volte di aver chiuso la macchina o la porta di casa, fare attenzione a non toccare certi oggetti e, ancora, ripetere specifici numeri o frasi sono solo alcuni esempi.

    Solitamente per descrivere questo tipo di pensieri e comportamenti si usa il termine ossessivo, termine entrato a far parte del linguaggio quotidiano, ma che in realtà descrive una condizione ben più complessa. Quando parliamo di Disturbo ossessivo compulsivoinfatti parliamo di un disturbo psicologico serio, molto diffuso e particolarmente invalidante.

    Il Disturbo ossessivo compulsivo(DOC) è caratterizzato da una serie di pensieri ossessivi e comportamenti ripetitivi e, come molti altri disturbi, si struttura intorno ad un circolo viziosoche rende molto difficile la vita della persona che ne è affetta.

    Ma cosa sono le ossessioni e le compulsioni?

    Le ossessionisono pensieri (ma anche immagini e impulsi) intrusivi, insistenti, che arrivano alla mente in maniera improvvisa, senza che la persona lo voglia e molto difficili da scacciare. La persona tormentata dalle ossessioni si rende conto dell’esagerazione di questi pensieri, ma comunque trova difficilissimo liberarsene.

    Le compulsionisono dei comportamenti ripetitivi che possono essere sia manifesti (lavare le mani, ordinare gli oggetti in un certo modo, ecc.) che mentali (ripetere alcune frasi, numeri, pregare, ecc.). Tali comportamenti vengono messi in atto con lo scopo di ridurre il disagio causato dalle ossessioni e di prevenire un possibile danno. Come per i pensieri intrusivi, la persona è consapevole anche dell’esagerazione delle compulsioni, ma fermarsi può risultare davvero complicato e, alle volte, addirittura impossibile.

    Stoppare questi comportamenti è reso ancora più difficile  dal fatto che, effettivamente, quando vengono messi in atto essi producono una diminuzione del disagio, purtroppo però solo temporaneamente. Alla lunga infatti ossessioni e compulsioni tendono a cronicizzarsi intorno a questo circolo vizioso. Circolo viziosoin cui i dubbi suscitati dai pensieri devono essere messi a tacere attraverso una spasmodica (quanto vana, spesso) ricerca della certezza che ciò che essi insinuano non si realizzerà, perlomeno non per propria responsabilità.

    In sintesi, la persona con DOC attribuisce un significato di pericolo o minaccia alle ossessioni,  valuta come irreparabili o catastrofiche le conseguenze di un non fare nulla per rimediare ai dubbi che esse suscitano: non riesce a tollerare questa incertezza, non riesce a tollerare cioè la possibilità che un danno si verifichi senza che ella abbia fatto alcunché per prevenirlo, e le compulsioni rappresentano purtroppo proprio quello che si può fare per prevenire.

    Proviamo a fare un esempio: stiamo camminando per strada e ad un certo punto passiamo accanto ad un bidone dell’immondizia. Facciamo molto attenzione a non sfiorarlo e proseguiamo oltre. Poi, qualche tempo dopo (ore o minuti) si affaccia alla mente un pensiero “sono sicura di non averlo toccato quel bidone?” e da lì ha inizio un dialogo interno fatto di prove e controprove – “ma sì, non l’ho urtato, ci sono stata attenta…ma…e se mi fossi distratta? In quel momento guardavo il cellulare, forse la mia giacca ha toccato il bidone e non me ne sono accorta” – il disagio generato da questi pensieri aumenta fino a che la persona si sente costretta, per esempio, a tornare a casa stando attenta a toccare meno cose possibili, lavare le mani, fare la doccia, lavare i vestiti, magari anche l’auto, tutto con lo scopo non solo di attenuare l’ansia, ma anche di ottenere la certezza che quello che si teme non si avveri: toccare il bidone dell’immondizia sporco potrebbe voler dire contaminarsi e contaminarsi potrebbe voler dire contaminare quello con cui si viene a contatto. La contaminazione potrebbe significare ammalarsi e far ammalare e quindi toccare un bidone potrebbe significare essere responsabili di un danno di tale portata!

    Il Disturbo ossessivo compulsivoè un disturbo psicologico davvero complesso, ne esistono diversi tipi caratterizzati da specifiche ossessioni e compulsioni (lavaggio e pulizia, ordine, accumulo, e altri). Per tale motivo la sua descrizione in poche semplici righe è impresa ardua.

    Il DOC può rappresentare un elemento di forte invalidità per la persona che ne è affetta e, spesso, anche per i familiari che si trovano volenti o nolenti ad essere coinvolti nella dinamica rituale del disturbo stesso. Per queste ragioni esso necessita di un trattamento integrato e, ad oggi, interventi di Psicoterapia  cognitivo comportamentale,trattamenti farmacologici e protocolli di Stimolazione magnetica transcranica risultano essere altamente efficaci.

    Sono presente su Psicologi Italia