La psicoterapia cognitiva è più efficace dei farmaci, Lo conferma l’Associazione Americana di Psichiatria

    La terapia cognitiva è utile per il trattamento di molti disturbi psichiatrici, con un’efficacia pari o in alcuni casi addirittura maggiore rispetto agli psicofarmaci.  La conferma arriva dalle linee guida dell’APA, American Psychiatric Association, stilate sulla base di rigorose revisioni della letteratura scientifica.
    “La terapia cognitiva è quella che più di ogni altra è stata sottoposta a studi che ne hanno empiricamente e rigorosamente confermato l’efficacia su diverse forme di sofferenza mentale – spiega il Prof. Francesco Mancini, direttore dell’Associazione di Psicologia Cognitiva e della Scuola di Psicoterapia Cognitiva, scuole di specializzazione post-lauream in psicoterapia cognitiva. “Tra i vari disturbi per i quali la psicoterapia cognitiva ha dimostrato scientificamente la propria efficacia vi sono la fobia sociale, il disturbo ossessivo-compulsivo, la depressione, gli attacchi di panico e i disturbi del comportamento alimentare, in particolare la bulimia – sostiene la prof. Sandra Sassaroli direttore di Studi Cognitivi.

    Le linee guida dell’APA sono, dunque, una svolta nell’approccio ad alcuni disturbi psichiatrici e ridimensionano la tendenza a un esagerato ricorso agli psicofarmaci che in questi ultimi anni sono stati a volte considerati alla stregua di una panacea. “Da un’attenta analisi di queste linee guida emerge che la psicoterapia cognitiva rappresenta, ad oggi, il trattamento da consigliare al paziente come intervento elettivo per molti disturbi psichiatrici – interviene Mancini – Un rapido elenco comprende le forme di ansia e più precisamente il disturbo ossessivo-compulsivo, il disturbo da attacchi di panico, la fobia sociale, la depressione e le ricadute, il disturbo post-traumatico da stress e i disturbi alimentari e in particolare la bulimia. Va chiarito anche che quando la terapia cognitiva non viene indicata tra i trattamenti raccomandati, non significa necessariamente che non funzioni.  Può essere invece, come spesso accade in medicina, che sono ancora poche le ricerche rigorose condotte per valutarne l’efficacia.”
    Sì quindi alle cure farmacologiche quando sono necessarie. Ma sì anche alla psicoterapia per risolvere le difficoltà psicologiche che causano i malesseri.
    Le tecniche cognitive sono solo alcuni tra gli svariati strumenti di cambiamento efficaci che ha a disposizione la psicoterapia cognitiva, la quale si avvale anche di tecniche immaginativo-evocative, come l’imagery with rescripting, la visualizzazione guidata, e comportamentali, come l’esposizione con prevenzione della risposta.

    L’idea di fondo è quella di usare strategie di provata efficacia, adattandole in maniera specifica, per ciò che concerne i tempi e le modalità di attuazione delle stesse, alle necessità del singolo paziente; questo approccio consente la messa in atto di trattamenti che sono al tempo stesso sperimentalmente validati e clinicamente flessibili.” 

    Con la psicoterapia cognitiva il paziente impara a gestire e padroneggiare in maniera autonoma i propri stati mentali. “Gli strumenti sono l’accertamento dei contenuti cognitivi degli stati mentali, la loro revisione critica e la loro ristrutturazione in vista di un maggiore benessere psichico” – concludono Mancini e Sassaroli.

    http://www.aipsimed.org/articolo/la-psicoterapia-cognitiva-%C3%A8-pi%C3%B9-efficace-dei-farmaci-lo-conferma-lassociazione-americana-di