Attività clinica

Psicoterapia Cognitivo Comportamentale Integrata per la cura dei disturbi del comportamento alimentare (Anoressia, Bulimia, Disturbo da Alimentazione Incontrollata, Obesità)

    I disturbi del comportamento alimentare quali l’anoressia e la bulimia nervosa ma anche il disturbo dell’alimentazione incontrollata (spesso associato all’obesità) rappresentano malattie complesse che richiedono trattamenti integrati e multidisciplinari.

    Lo Studio di Psicoterapia Cognitiva Integrata utilizza il modello di Fuirburn per la cura dei disturbi dell’alimentazione oltre che i protocolli di trattamento basati sulla mindfulness o sulla meditazione di consapevolezza. Questi ultimi infatti risultano particolarmente utili per il disturbo da alimentazione incontrollata detto anche binge eating disorder o BED con o senza obesità

    Il trattamento proposto dallo Studio di Psicoterapia Cognitiva Integrata per i disturbi dell’alimentazione, prevede una prima fase di valutazione della sintomatologia specifica del disturbo e della eventuale sintomatologia associata attraverso un primo colloquio anamnestico e psicodiagnostico e attraverso la somministrazione di strumenti psicometrici.

    Successivamente vengono presentati al paziente i risultati della prima valutazione e viene concordato un programma di riabilitazione e di cura. Se oltre alla sintomatologia del disturbo dell’alimentazione si presentano gravi complicanze fisiche viene suggerito un ricovero in regime di day hospital o residenziale in altre strutture specializzate secondo quanto previsto dalle linee guida del ministero della salute.

    L’èquipe:

    Dott.ssa Silvia Perrone, psicoterapeuta cognitivo comportamentale, istruttore mindfulness;

    Dott.ssa Carola Liaci, psicologa e psicoterapeuta familiare

    Dott.ssa Angela Verardo, psicoterapeuta cognitivo comportamentale

    Dott.ssa Mara D’Andrea, psicoterapeuta cognitivo comportamentale

    Dott.ssa Loredana Persano, Nutrizionista

    La terapia cognitivo comportamentale migliorata (CBT-E) di C. Fuirburn risulta essere oggi una dei trattamenti più efficaci per i disturbi dell’alimentazione. Questa può essere proposta sia nell’ambito di un lavoro psicoterapico col singolo paziente sia nell’ambito di una terapia che coinvolge i familiari.

    La terapia prevede

    riabilitazione nutrizionale attraverso la programmazione settimanale di un’alimentazione regolare secondo un approccio non dietetico finalizzata al raggiungimento del peso naturale: questa consente un aumento del peso corporeo a coloro che presentano una condizione di grave o moderato sottopeso (BMI < di 16 o BMI < 17,5) o che presentano (nel caso di donne) amenorrea e una perdita di peso corporeo a coloro che presentano una condizione di sovrappeso (BMI > di 24,5).

    psicoeducazione grazie alla quale è possibile ricevere informazioni circa le caratteristiche del disturbo;

    diario alimentare al fine di monitorare l’alimentazione e di individuare i momenti critici in cui si presentano maggiori difficoltà da superare e risolvere (per esempio episodi di abbuffata o vomito ma anche episodi di alimentazione restrittiva);

    compilazione e revisione del diario emotivo che permette di sviluppare una maggior consapevolezza circa la relazione tra pensieri, emozioni e i comportamenti disfunzionali correlati al disturbo dell’alimentazione;

    ristrutturazione cognitiva si affrontano i meccanismi cognitivi (relativi ai pensieri e alle idee) che sostengono il disturbo dell’alimentazione e le eventuali patologie associate. Il lavoro svolto riguarda lo schema di autovalutazione disfunzionale attraverso cui l’individuo attribuisce un’eccessiva importanza al peso, alle forme corporee e al controllo dell’alimentazione. Lo schema si sviluppa per il concorso di vari fattori d rischio, è attivato da alcuni fattori precipitanti ed è mantenuto per gli effetti combinati di numerosi fattori di mantenimento. Questi ultimi possono essere specifici ma anche non specifici e aggiuntivi quali il perfezionismo clinico, la bassa autostima nucleare, l’intolleranza alle emozioni e i problemi interpersonali;

    training di consapevolezza alimentare basato sulla mindfulness solo per la bulimia e il disturbo dell’alimentazione incontrollata viene utilizzato il protocollo EAT-MB di ( di Jean L. Kristeller) che prevede 9 sessioni durante le quali vengono affrontati i temi inerenti alle emozioni, alla possibilità di accettare e gestire alcune emozioni quali la rabbia e il senso di colpa; vengono svolti esercizi di meditazione consapevole sull’alimentazione, sul senso di fame e sazietà, sulla scelta degli alimenti, sulle sensazioni che possono scaturire attraverso il cibo e il gusto; alcuni temi vengono affrontati attraverso la meditazione del perdono e della saggezza.

    La terapia prevede una fase conclusiva finalizzata al mantenimento dei risultati ottenuti e alla prevenzione delle ricadute. Sono possibili alcune variazioni della terapia cognitiva integrata di PSY:i sulla base delle risorse e delle difficoltà della persona ma anche sulla base delle caratteristiche sintomatologiche rilevate durante la prima valutazione.